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La Svizzera firma la convenzione sull’IA. A che cosa impegna, ed entro quando

Firmata oggi a Strasburgo, sei settimane dopo la scelta del Consiglio federale. Firmare non è ratificare, e la differenza è tutto il calendario.

La Svizzera ha firmato oggi, 27 marzo 2025, a Strasburgo la convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, diventando uno dei quindici firmatari a oggi. Le disposizioni legislative necessarie alla ratifica vanno preparate entro la fine del 2026.

È l’attuazione concreta della decisione del Consiglio federale del 12 febbraio. Due cose vanno capite correttamente.

Firmare non è ratificare

La firma esprime l’intenzione di vincolarsi. Gli obblighi producono effetti con la ratifica, dopo che il Parlamento ha approvato la legge di attuazione. Quel lavoro arriva al 2027 e oltre.

La risposta onesta a « che cosa è cambiato oggi per la mia azienda? » è dunque: nulla, e nulla cambierà per alcuni anni. Ogni consulente che vi vende urgenza su questa notizia vi sta vendendo un calendario che non esiste.

Che cosa dice sulla forma delle regole

La convenzione è fondata su principi anziché tecnica. Riguarda diritti umani, democrazia e Stato di diritto in rapporto ai sistemi di IA — non classi di rischio, valutazioni di conformità o registrazione di prodotti.

Unita alla decisione di febbraio, il quadro per le aziende svizzere è ormai ragionevolmente chiaro:

  • Nessun AI Act svizzero. Gli obblighi arriveranno come adeguamenti di leggi con cui già avete a che fare.
  • Le regole trasversali che raggiungono una PMI ruoteranno attorno alla protezione dei dati, che si applica già oggi, e dal 2023.
  • Del resto si occupa la vigilanza settoriale, in quadri che il vostro settore conosce.

La parte che si fraintende facilmente

La via svizzera, più leggera e più lenta, riguarda il diritto svizzero. Non tocca l’AI Act europeo, la cui prossima tappa — gli obblighi per l’IA per finalità generali — cade il 2 agosto di quest’anno, fra quattro mesi.

Se vendete nell’UE, o se le uscite di un sistema che gestite vi vengono usate, il vostro calendario vincolante è quello europeo, non quello svizzero. Questa distinzione conterà più quest’estate di quanto conti oggi.

Che cosa fare davvero

Aggiungete una riga alla pagina scritta a gennaio: la data della firma di oggi e la nota che il diritto svizzero di attuazione è atteso entro la fine del 2026.

Poi archiviatela. La prossima data svizzera che merita attenzione dista circa due anni. La prossima europea è in agosto.

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