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+ Moduli e checklist

Un modulo è utile solo se dietro comincia un percorso.

Moduli digitali creati in pochi minuti, per l'interno come per l'esterno. Ogni segnalazione segue poi un percorso definito, con assegnazione, sollecito e una panoramica di tutti i casi aperti.

01 · Il problema

Il modulo si fa in fretta. Quello che viene dopo, no.

Una grandinata, una riorganizzazione, una nuova prescrizione, e serve improvvisamente un modulo. Il PDF è pronto in un'ora. Poi tornano 60 segnalazioni via e-mail, qualcuno apre un foglio Excel, qualcun altro sollecita, un caso viene lavorato due volte e due restano fermi perché la persona responsabile era in vacanza. Dopo quattro settimane nessuno sa più quale caso sia in quale stato, e l'analisi di quanti danni di quale tipo siano stati segnalati si fa a mano.

02 · Sotto il cofano

Cosa trasforma un modulo in un processo.

Il lavoro non è la raccolta dei dati, è la lavorazione successiva. Questi cinque punti la sostengono.

  • Un modulo in pochi minuti, Comporre i campi, pubblicare, fatto. Per collaboratori, partner o clienti, secondo la necessità.
  • Un workflow per modulo, Ogni modulo ha alla base un processo. Ogni segnalazione segue lo stesso percorso, chiunque la inoltri.
  • Sollecito automatico, I passaggi aperti ricordano da soli, presso collaboratori, partner o assicurazione.
  • Assegnazione per competenza, I compiti arrivano alla persona o al ruolo giusto, invece che in una casella collettiva.
  • Panoramica e analisi dei casi, Stato di lavorazione, colli di bottiglia e frequenze a colpo d'occhio, senza esportazione in Excel.
03 · Cosa porta

60 segnalazioni in una settimana, e le due che altrimenti resterebbero ferme.

Faccia il calcolo con i Suoi numeri. Un evento che genera 60 segnalazioni costa, nella variante manuale, circa dieci minuti per caso di pura amministrazione: registrare, assegnare, sollecitare, tenere aggiornato lo stato. Sono dieci ore prima che un solo danno sia stato lavorato. Più costosi di quelle ore sono però i due o tre casi che restano fermi. Se per Lei significhi una cliente scontenta, un termine di notifica mancato con l'assicurazione o un danno che si ripete, lo sa meglio di noi, ed è esattamente per quei casi che un workflow alle spalle del modulo si ripaga.

04 · Per chi

Per chi sono costruiti i moduli con un percorso alle spalle.

È pensato per aziende e organizzazioni svizzere da circa cinque a cinquanta collaboratori, dove arrivano regolarmente più segnalazioni di quante una sola persona ne possa tenere a mente: amministrazione di stabili e immobili, edilizia e artigianato, studi fiduciari e agenzie di assicurazione, servizi tecnici, associazioni e cooperative. Tipicamente: alcune decine di segnalazioni per evento, da due a quattro persone nella lavorazione e un termine fissato dall'esterno.

Ne ricava di più chi lavora sempre lo stesso tipo di caso e lo segue in più persone. Lì paga il fatto che il percorso sia definito una volta invece di essere concordato ogni volta: chi va in vacanza non si porta dietro nessun caso, e alla prossima ondata il modulo è già pronto.

05 · Il passaggio

Il cambio comincia con un solo modulo.

Prenda quello che da Lei genera più traffico e metta accanto il PDF o il foglio Word esistente: i campi che vi stanno sopra sono il Suo elenco di campi. Si aggiunge ciò che oggi non è scritto da nessuna parte ma vive nella testa di una collega: chi può inoltrare la segnalazione, quali passaggi seguono, chi è responsabile di quale passaggio e dopo quanti giorni senza reazione parte il sollecito. Poi pubblica il modulo, all'interno per i collaboratori oppure all'esterno per partner e clientela.

Dopo viene poco. Il secondo e il terzo modulo li costruisce da sé, perché dopo il primo lo svolgimento è chiaro, e li costruisce quando il caso successivo li richiede. Deve portarsi dietro solo ciò che è ancora aperto: i casi del vecchio percorso li porta a termine lì, e il foglio Excel che finora ha retto la visione d'insieme si esaurisce con l'ultimo di quei casi.

06 · La piattaforma

Moduli e checklist sono un modulo — ecco il resto.

07 · Domande frequenti

Che cosa chiedono per prima cosa direzione e responsabili di processo.

Il nostro modulo PDF funziona. Perché cambiare qualcosa?

Finché una persona vede tutte le segnalazioni e le lavora da sé, un PDF porta lontano. Si stringe in due momenti: quando due persone lavorano sulla stessa entrata e non sanno che cosa l'altra abbia già sbrigato, e quando qualcuno chiede quanti casi siano aperti e da quando. A entrambi risponde un percorso definito, senza che per questo si debba tenere aggiornato un elenco.

Possono compilare un modulo anche clienti e partner che non lavorano da noi?

Sì. Un modulo si può mettere a disposizione all'interno per i collaboratori oppure all'esterno per partner e clientela, a seconda di chi deve segnalare. Chi lo compila non ha bisogno di conoscere la piattaforma e vede solo i campi che deve riempire. Ciò che viene inoltrato arriva come caso con responsabile e stato di lavorazione, non come l'ennesima e-mail che qualcuno distribuisce a mano.

Come arriva una segnalazione alla persona giusta, e se questa è in vacanza?

Ogni passaggio del percorso ha una persona responsabile o un ruolo responsabile. Attraverso il ruolo il caso raggiunge la persona che è responsabile in quel momento, invece di un nome depositato nel modulo. Se qualcuno manca, riassegna i casi aperti dalla panoramica dei casi, singolarmente o in blocco, e lo storico mostra poi presso chi il passaggio è rimasto e per quanto.

Che cosa fa sì che un caso non resti fermo per settimane senza che nessuno se ne accorga?

Due cose si incastrano. Se un passaggio resta inevaso oltre il termine fissato, il sollecito parte da sé, verso la persona responsabile in casa così come verso un interlocutore coinvolto all'esterno. E il termine è legato al modulo, non viene concordato di nuovo caso per caso: per ogni segnalazione dello stesso tipo vale la stessa pazienza, anche nella settimana in cui c'è molto da fare.

Dove si trovano le segnalazioni inoltrate, e come stiamo con la nLPD?

I Suoi dati sono ospitati in Svizzera. Prima che qualcosa venga inviato a un modello di IA esterno, il nostro Sensitive Data Guard maschera o blocca i contenuti personali, contrattuali e finanziari; viene trasmessa solo la parte rilasciata e non identificante, sotto contratti senza addestramento. Qui conta doppio, perché nelle segnalazioni figurano spesso dati personali di terzi. Le richieste di accesso e cancellazione secondo la nLPD si documentano tramite la catena di audit, con persona e momento.

Chi in azienda vede una segnalazione inoltrata?

Un caso si trova presso la persona o il ruolo a cui è assegnato il passaggio attuale, e lì compare nell'elenco di lavoro. Chi oltre a questo può consultare e valutare la panoramica dei casi di un modulo lo stabilisce Lei in fase di configurazione e non di sfuggita nel quotidiano. Ogni assegnazione, ogni lavorazione e ogni cambio di stato è nella catena di audit, ricostruibile con persona e momento.

La prescrizione cambia e il modulo ha bisogno di un nuovo campo. Abbiamo bisogno di voi per questo?

No. Comporre i campi e pubblicare resta a Lei, e lo stesso vale per il percorso dietro: passaggi, competenze e i termini per il sollecito li cambia da sé. Il consiglio pratico che viene dall'esperienza: lasci passare la prima ondata prima di limare. Dopo, dalle segnalazioni arrivate vede quale campo non compila nessuno e quale domanda di ritorno arriva ogni volta.

Va bene anche per checklist ricorrenti, per esempio un controllo mensile?

Sì, una checklist è qui un modulo che chiede sempre gli stessi punti. Ogni checklist compilata diventa un caso con data, persona che l'ha registrata e stato di lavorazione, e un punto che salta all'occhio avvia il percorso definito invece di restare in una colonna di osservazioni. Nella valutazione vede quando è stato fatto l'ultimo controllo e quali punti saltano all'occhio ripetutamente.

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